La villetta no si tocca.

Un punto all’ordine del giorno dell’ultimo Consiglio Comunale di Venosa era inerente all’istituzione di una “sezione scientifica” presso il Liceo Classico, forte anche delle 700 firme raccolte tra i cittadini e della presa di posizione del gruppo Democratici e Riformisti che scriveva in questi giorni :

Il bisogno di formazione liceale scientifica non trova però soddisfazione alcuna nella nostra Venosa[...].
In conseguenza di ciò, coloro che da noi desiderano una formazione scientifica sono costretti a frequentare[...]
Coloro invece che, pur preferendo una formazione scientifica, non possono o non sono disposti[...] sono costretti a ripiegare [...].
Questo finische per limitare in modo significativo il diritto di molti ragazzi ad uno studio conforme alle loro inclinazione [...]

Parlare di limitazioni al diritto allo studio mi sembra alquanto grottesco ed evidentemente poco corretto nei confronti di quelle che sono le vere libertà violate nella nostra società e nella nostra Venosa.
Ho frequentato il Liceo Scientifico, ed oggi con il senno di poi (anche alla luce degli studi universitari che ho intrapreso) non posso che giudicare positivamente l’istruzione liceale di tipo scientifico che ho ricevuto.
Andare a Melfi non ha rappresentato per me nessuna limitazione, nè mi sono sentito derubato di un mio diritto, e di quei cinque anni conservo un immagine complessiva del tutto felice. Per andare a Melfi impiegavo neanche mezz’ora e nella peggiore delle ipotesi mi facevo il viaggio in piedi, oggi per andare in Facoltà impiego quarantacinque minuti e nella migliore delle ipotesi mi faccio il viaggio seduto.
In entrambi i casi il viaggio non mi pesava, perchè oggi come allora faccio quello che più mi piace.
A 13 anni andare a Melfi ed essere pendolare ha rappresentato per me una prima forma di maturità e di responsabilità.
Probabilmente anche a me sarebbe piaciuto come ai miei amici che andavano a scuola a Venosa, svegliarmi ogni giorno mezz’ora dopo e prendere meno acqua di quella che nelle mattine di inverno ho abbondantemente preso aspettando i pulman della sita, però vi assicuro che non è stato nulla di impraticabile o di invivibile, sono stati piccoli sacrifici altamente ripagati da quello che ho avuto in cambio.
Nella mia classe provenivamo da 12 paesi differenti, ed oggi in questi 12 paesi ogni volta che ci vado ho almeno un caffè pagato al bar (se fossi andato a Venosa oggi il caffè sarebbe “franco” soltanto a Spinazzola).
Venosa con i suoi miseri 12mila abitanti, non ha bisogno di un Liceo Scientifico, figurarsi di un liceo scientifico con 50 ragazzi.
Un Scuola non si crea da un giorno all’altro, una Scuola non è soltanto gli alunni, una scuola seria è un processo lungo e radicato negli anni. Anche Rionero ha vissuto la nostra stessa eccitazione qualche anno fa, ha ottenuto il Liceo Scientifico, soltanto che oggi i Rioneresi continuano ad andare a Melfi, così come quelli di Atella e di San Fele.
Un Liceo Scientifico c’è già e la limitazione non sta nella strada tortuosa che divide i due paesi ma in quei genitori, che in maniera medioevale, privano ai loro figli di essere pendolari. Credo che il problema risieda piuttosto in loro e nella loro mentalità bigotta invece che nei figli che a tredici anni nulla possono contro l’imposizione familiare.
A Venosa poi ci laviamo la bocca di Orazio, lo invochiamo a nostro piacimento e senza motivo, a fasi alterne e quando c’è da guadagnarci qualcosa.
Io credo invece, che noi Venosini abbiamo una grossa responsabilità ed una grossa occasione allo stesso tempo; non possiamo commettere l’errore di declassare il Liceo Classico a causa delle pressioni assurde del popolo che non pensa.
Quando ero piccolo, mia madre mi diceva : “Butta la spazzatura” ed io rispondevo che non mi andava, era troppo lontano; puntualmente venivo minacciato e costretto a farlo; mai mia madre ha invece pensato di chiedere al comune di spostare il bidone sotto casa, né tantomeno credo che il comune avrebbe acconsentito ad una richiesta così assurda.
Allora mi spiegate perché oggi la politica si fa portavoce di una richiesta demagogica populista, priva per altro di alcun fondamento logico ?

7 Comments

  • Il giocatore di bocce
    14 maggio - 10:56 | Permalink

    i bidoni è meglio che stanno là..sennò facemm com a cor’…

  • Anonimo
    14 maggio - 16:57 | Permalink

    com t piac bastard’…

    mauro

  • arita
    14 maggio - 20:02 | Permalink

    - Quando ero piccolo, mia madre mi diceva : “Butta la spazzatura” ed io rispondevo che non mi andava, era troppo lontano;.

    ma non capita anche adesso? : )))

    oltre all’autobus della sita ti capitava di tornarci a passaggi…
    peccato che io mi sia decisa troppo tardi a guidare l’auto..avrei potuto darti un passaggio, ma con me cmq non saresti arrivato prima a Venosa :) )))

  • papiluma
    15 maggio - 16:45 | Permalink

    Che poi alla fine, anzi dall’inizio, concordo a pieno con questo post!

  • Manu
    15 maggio - 23:47 | Permalink

    Il cielo stellato sopra di te .

  • sima
    16 maggio - 18:34 | Permalink

    che poi alla fine, come mi suggerisce qualcuno, vogliamo Venosa città universitaria!!!

  • Anonimo
    19 maggio - 22:07 | Permalink

    E si andare a melfi un po’ di anni fa significava “arrubbusciarsi”…che poi alla fine era solo un luogo comune.

  • Lascia un Commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato.

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>