Il lavoro mi terra’ lontano dall’impegno elettorale questa volta.
Peccato.
Vi racconto, invece, un aneddoto riguardo le scorse elezioni. Per decidere il mio candidato mi sono affidato ad un principio anagrafico. Ovviamente a monte c’era gia’ stata la scelta sull’area per la quale avrei votato.
Comunque, volevo votare chiunque avesse avuto meno anni di me. Io di anni ne ho 42, mica 24, per cui mi sembrava una cosa abbastanza semplice. In caso di più candidati con questo requisito avrei scelto il più giovane.
Ovviamente mi sarei documentato su di lui/lei, ma la scelta di base sarebbe stato comunque affidata al principio anagrafico di cui sopra.
Il più giovane nella lista aveva 2 anni più di me.
Quest’anno, come da premessa non voterò. Mi e’ comunque arrivata la eco della campagna elettorale e sebbene io voti in Lombardia, ho seguito per quel pò che ho potuto anche i candidati della Basilicata, in generale, e del mio paese Venosa, in particolare.
Allora mi e’ capitato di imbattermi nell’azione del mio compaesano Enzo B.
La sua denuncia sull’affissioni abusive e le sue foto, mi hanno aperto gli occhi su questo tema che mai avevo considerato prima.
Grazie Enzo.
Per abitudine o per pigrizia mentale, consideravo le affissioni, comprese quelle selvagge, qualcosa di ordinario, qualcosa che si poteva fare.
Addirittura qualcosa che andava fatto. In campagna elettorale certe pratiche mi sembravano legittime. Ma più che l’abitudine e la pigrizia credo che la cecità derivi dalla mia eta’. Sono cresciuto in un epoca in cui i mass media non erano ancora mass e i manifesti rappresentavano il massimo della visibilità. Io sono cresciuto in quell’ epoca e la mia educazione mi ha impedito di riconoscere la differenza.
Allora ho riflettuto.
Ne sono venute fuori diverse considerazioni. Le lascio tutte sulla tastiera, tranne una. Invece di guardare la luna ho guardato il dito:
I manifesti.
Ci sono candidati più o meno miei coetanei, ci sono candidati più giovani di me.
Guardando i loro manifesti e i relativi slogan mi sono sembrati anacronistici, mi sono sembrati uguali ed identici a quelli che vedevo prima ‘dell’illuminazione’ (ancora grazie Enzo) ed ai quali ero vaccinato.
Mi sono sentito come ci si sente a capodanno quando a fine serata parte “aihai carramba”e via giú di trenino.
Essere giovani candidati (più giovani di me, non ci vuole poi molto) e presentarsi cosi significa farsi smascherare a priori.
Significa, appunto, andare alla stessa festa di capodanno dell’anno prima con le stesse persone e pensare che qualcosa possa cambiare. Salvo tirare il primo bilancio dell’anno nuovo appena partono le note della celebre canzone che poc’anzi ho menzionato: ancora qui?, pure quest’anno!
Quei manifesti sono una zavorra per i candidati, i quali se accettano di comunicare in quel modo, evidentemente non hanno l’educazione e lo spirito per riconoscere la differenza. (Inutile dire che considero un aggravante la scusa del tipo ‘cosi fan tutti’ o ‘ me lo ha imposto il partito’).
Quest’anno non voto. Se gli impegni di lavoro me lo avessero consentito, avrei scelto, come candidato ideale, il più giovane della lista nella cui area mi riconosco. Mi sembra un modo figo e moderno per dare il mio contributo. E mi fa pure sentire in sintonia con i giovani.
Non voto.
Per la prossima tornata elettorale, prometto, cambierò discriminante.
Ps Per il prossimo capodanno invece, non prometto nulla.

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EH MEU AMIGO CHARLIE
EH MEU AMIGO CHARLIE CHARLIE BROWN
CHARLIE BROWN…
O LE LE
O LA LA
PEGA NO GANZE’ PEGA NO GANZA’…