Posts Tagged Chepoiallafine

FUORI/USCITA

Finite le feste. Di già. Quelle di Pasqua, si sa, sono sempre le più rapide. E quest’anno… Be’, quest’anno sono state caratterizzate da diversi eventi, primo tra tutti quello delle elezioni per la carica di presidente della regione (in Basilicata) con i millemila candidati spiaccicati sui muri della città e i loro programmi tutti interessantissimi e innovativi. VOTA ANTONIO VOTA ANTONIO!
E a scrutinio terminato… erano già passate le Palme. Lunedì, martedì, mercoledì… play: la settimana santa e i suoi eventi specifici, direi caratterizzanti. Funzioni religiose a go go, ultima cena, sepolcri e, in pole position, la rappresentazione del venerdì santo. Sabato… domenica… lunedì! Scartate le uova, al latte e fondenti, che nascondevano sorprese deludenti: abbuffata di calorie che vanno a sommarsi a quelle della stagione invernale. Nuovo ritardo per la prova costume. C’est la vie!
Una sorpresa che ho trovato nel mio personale uovo di pasqua… un libro. In copertina un nome e un volto familiari. Siamo andate alla scuola media insieme: stessa classe, stessa fila di banchi.

«Prende allo stomaco il romanzo d’esordio di Mariella Soldo. Coraggioso e originale, osa cavalcare una “storia/non-storia” che vive di ripetizioni ossessive, che si ripresentano ritmicamente, come in una sorta di “ballata rock della follia”.»

Questa le parole della postfazione di Barbara De Palma che presentano sotto una particolare luce il romanzo. Mariella Soldo è alla sua prima prova narrativa, ma, in quanto a curriculum, conta già un altro libro nella lista: una raccolta di poesie.
Già al tempo delle medie componeva poesie. Scriveva scriveva scriveva… con quella grafia che ho ritrovato oggi nella dedica della mia copia del libro piccola, pulita e composta. Come quando a scuola ritrovavo sul mio diario frasi tratte da canzoni (Ho imparato a conoscere The doors da quelle frasi).
Nel nero profondo (Arduino Sacco Editore) è una lettura che -Mariella mi ha suggerito chiacchierando davanti ad un caffè decaffeinato- può essere accompagnata da un sottofondo musicale che sfoci nell’elettronica, che si situi in un ambiente luminoso, fluorescente. Pensando a questo si è fatto avanti nella mente un parallelo con il video di Somebody to love dei Jefferson Airplain: spirali che confondono gli occhi e che li tengono incollati allo schermo. Wow! Quasi quasi mi riascolto il pezzo…
Dunque, da queste vacanze pasquali è venuto fuori che a Venosa non solo si mangia, si beve e si riposa, ma… si produce. Ebbene sì: si scrive siori&siore… Prova evidente di questo fantastico mondo alfabetico è il blog CHEPOIALLAFINE. Si scrive, si dice, si comunica (e si cresce). Perché ce ne sono di cose da dire… E le parole non finiscono mai.

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Il tempo delle mail

Lo so, avevate ragione.
Ci avete rimproverato a lungo.
Ogni blog che si rispetti ha una mail istituzionale.
Anche se non serva a nulla da oggi ce l’abbiamo anche noi !.

info@chepoiallafine.it

Scrivete e qualcuno vi risponderà (se siete sfortunati vi può capitare anche Jazirat).

Se invece per qualche assurdo motivo cercate proprio Jazirat, allora scrivetegli qui :
jazirat@chepoiallafine.it

Per gli altri :
qstar@chepoiallafine.it
signorlobo@chepoiallafine.it
ziasabbina@chepoiallafine.it

Ma soprattutto, per inviare le vostre lettere a [Di], che verrano pubblicate con risposta annessa nella rubrica [Di]llo a [Di] scrivete a :
dilloadi@chepoiallafine.it

Ci teniamo ad informarvi,  che il dominio in scadenza è stato rinnovato per un altro anno, grazie alla donazione del nostro main sponsor Nonno Rocco.
Per l’occasione abbiamo pensato di dotare anche lui di una mail istituzionale.
Chiunque desiderasse mettersi in contatto con lui, può scrivergli a
nonnorocco@chepoiallafine.it

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SignorLobo
2nd ottobre 2009
Chepoiallafine
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Centoventuno.

Che poi alla fine l’attesa creò davvero l’evento.
Ieri 121 accesi unici di cui 49 svariate volte sono tornati.

Non pochi. La cosa mi inquieta.

L’altezza poi,  non è molta già in partenza figuriamoci.

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#1altro

“Che poi alla fine” è la sintesi di un pensato, il capolinea di un ragionamento.
Che poi alla fine, quando diciamo che poi alla fine, vien fuori la nostra essenza.
La mia è alla vaniglia.

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#1

Che poi alla fine senza blog mi sentivo perso e anche Q*Star quando gira il mondo spesso e volentieri si annoia e non sa cosa fare.
Jazirat e ZiaSabbina sarebbe stato ingiusto escluderli, di cose da raccontare ne hanno o almeno così mi hanno fatto credere.

Che poi alla fine giustamente, noi questo blog, lo volevamo chiamare come tutti col nome di qualche filosofo,
solo “chepoiallafine” ci è sembrato migliore e meno ruffiano.

Che poi alla fine senza Ironmould st’ambaradan non l’avrei mai tirato su.

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