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Ricordate questo spot di qualche anno fa? Uno dei tanti profumi Lancôme. Una delle tante storie create su un odore che…
Bando alle ciance. L’idea sottesa allo spot è quella di creare un legame comunicativo tra la modella, Daria Werbowy, e lo spettatore, papabile cliente dell’azienda francese produttrice di cosmetici.
Ebbene: chi è il destinatario del video messaggio di Daria? Io ho trovato una soluzione. E’ la mia personale, ma pur sempre una delle opzioni possibili. (Chepoiallafine ognuno può pensare quello che gli pare.)
Inizia così…
Una folata di vento. Sbattono le imposte della finestra: una, due, tre volte. I suoi piedi toccano terra. Lo smalto cipria, lucido, ricopre per intero le unghie. Delicato e senza sbavature. Le sue gambe pallide sono serrate fino all’altezza delle ginocchia. Il lembo della sottoveste di seta si intrufola nell’incavo di quelle gambe. La stoffa perde le sue pieghe quando Daria si alza in piedi e cammina in direzione del frigorifero. Dalla volta della stanza le pale di un ventilatore si agitano mescolando l’aria: la fragranza di patchouli si mescola all’intenso profumo degli asiatici fiori di osmanthus. Petali di rosa e miele accostati al mandarino e ad un pizzico di pepe rosa. L’odore di un’albicocca si intrufola nelle narici di Daria. Il suo corpo appare ancora più sinuoso accanto al parallelepipedo refrigerante color alluminio. Un morso al frutto fresco che stringe in una mano e… un’altra folata di vento. I capelli chiari e lisci si sollevano quasi in una danza tribale. La sottoveste si increspa. Daria richiude il frigorifero. L’anta lucida svela l’immagine di una donna: stessa sottoveste, stessi capelli, stessi occhi, stesse labbra di Daria. Eppure lei, in un primo momento, non si rivede in quella figura pregna di sensualità. Con l’indice segue il contorno del suo viso. E sul frigorifero l’immagine di una donna che si accarezza con il polpastrello le gote, la mascella, il mento… Daria sorride. Anche la donna sorride. Daria stringe un seno in una mano. La donna fa lo stesso. Quasi una sfida, quasi un corteggiamento, quasi una storia d’amore… Daria allunga una mano alla telecamera poggiata sul tavolo…
(E la porta si chiude. Sono cose tra donne. Caro Voyeur puoi sempre sbirciare dal buco della serratura. Oppure no. Be’, così è se ti pare.)
Hypnôse Senses: questioni di autoerotismo!

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