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	<title>Chepoiallafine. &#187; pasqua</title>
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		<title>FUORI/USCITA</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Apr 2010 08:50:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Finite le feste. Di già. Quelle di Pasqua, si sa, sono sempre le più rapide. E quest&#8217;anno&#8230; Be&#8217;, quest&#8217;anno sono state caratterizzate da diversi eventi, primo tra tutti quello delle elezioni per la carica di presidente della regione (in Basilicata) con i millemila candidati spiaccicati sui muri della città e i loro programmi tutti interessantissimi <a href="http://www.chepoiallafine.it/archives/962"> read more <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finite le feste. Di già. Quelle di Pasqua, si sa, sono sempre le più rapide. E quest&#8217;anno&#8230;  Be&#8217;, quest&#8217;anno sono state caratterizzate da diversi eventi, primo tra tutti quello delle elezioni per la carica di presidente della regione (in Basilicata) con i millemila candidati spiaccicati sui muri della città e i loro programmi tutti interessantissimi e innovativi. VOTA ANTONIO VOTA ANTONIO!<br />
E a scrutinio terminato&#8230; erano già passate le Palme. Lunedì, martedì, mercoledì&#8230; play: la settimana santa e i suoi eventi specifici, direi caratterizzanti. Funzioni religiose a go go, ultima cena, sepolcri e, in pole position, la rappresentazione del venerdì santo. Sabato&#8230; domenica&#8230; lunedì! Scartate le uova, al latte e fondenti, che nascondevano sorprese deludenti: abbuffata di calorie che vanno a sommarsi a quelle  della stagione invernale. Nuovo ritardo per la prova costume. <em>C&#8217;est la vie</em>!<br />
Una sorpresa che ho trovato nel mio personale uovo di pasqua&#8230; un libro. In copertina un nome e un volto familiari. Siamo andate alla scuola media insieme: stessa classe, stessa fila di banchi. </p>
<p>«Prende allo stomaco il romanzo d&#8217;esordio di Mariella Soldo. Coraggioso e originale, osa cavalcare una “storia/non-storia” che vive di ripetizioni ossessive, che si ripresentano ritmicamente, come in una sorta di “ballata rock della follia”.»</p>
<p>Questa le parole della postfazione di Barbara De Palma che presentano sotto una particolare luce il romanzo. Mariella Soldo è alla sua prima prova narrativa, ma, in quanto a curriculum, conta già un altro libro nella lista: una raccolta di poesie.<br />
Già al tempo delle medie componeva poesie. Scriveva scriveva scriveva&#8230; con quella grafia che ho ritrovato oggi nella dedica della mia copia del libro piccola, pulita e composta. Come quando a scuola ritrovavo sul mio diario frasi tratte da canzoni (Ho imparato a conoscere The doors da quelle frasi).<br />
Nel nero profondo (Arduino Sacco Editore) è una lettura che -Mariella mi ha suggerito chiacchierando davanti ad un caffè decaffeinato- può essere accompagnata da un sottofondo musicale che sfoci nell&#8217;elettronica, che si situi in un ambiente luminoso, fluorescente. Pensando a questo si è fatto avanti nella mente un parallelo con il video di Somebody to love dei Jefferson Airplain: spirali che confondono gli occhi e che li tengono incollati allo schermo. Wow! Quasi quasi mi riascolto il pezzo&#8230;<br />
Dunque, da queste vacanze pasquali è venuto fuori che a Venosa non solo si mangia, si beve e si riposa, ma&#8230; si produce. Ebbene sì: si scrive siori&amp;siore&#8230; Prova evidente di questo fantastico mondo alfabetico è il blog CHEPOIALLAFINE. Si scrive, si dice, si comunica (e si cresce). Perché ce ne sono di cose da dire&#8230; E le parole non finiscono mai.</p>
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		<title>C&#8217;è tempo&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 21:14:29 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[[Di]llo a [Di]]]></category>
		<category><![CDATA[aspettative deluse]]></category>
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		<category><![CDATA[lavoro in nero]]></category>
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		<category><![CDATA[realtà vs. fantasia]]></category>
		<category><![CDATA[un giorno di pioggia Andrea e Giuliano incontrano Licia per caso...]]></category>

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		<description><![CDATA[La lettera che segue mi è stata inviata da una lettrice come messaggio di posta. Così, colgo l&#8217;occasione di invitare altri lettori a fare lo stesso nel caso avessero dei racconti o dei dubbi da sottopormi. L&#8217;indirizzo, per il momento, è: divas.lo@live.it Cara Di, lo dico a te perché -spero- mi capirai. Iniziamo dal principio. <a href="http://www.chepoiallafine.it/archives/806"> read more <span class="meta-nav">&#187;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La lettera che segue mi è stata inviata da una lettrice come messaggio di posta.<br />
Così, colgo l&#8217;occasione di invitare altri lettori a fare lo stesso nel caso avessero dei racconti o dei dubbi da sottopormi.<br />
L&#8217;indirizzo, per il momento, è: divas.lo@live.it</p>
<p>Cara Di,<br />
lo dico a te perché -spero- mi capirai.<br />
Iniziamo dal principio.<br />
L’estate scorsa&#8230; Ero a lavoro, l&#8217;abbagliante riflesso del sole negli occhi e, sulla retina, riflessa, la figura di un ragazzo, un bel ragazzo!<br />
Fascino apparente e cervello mosso da un criceto sulla sua ruota (rende come perifrasi per testa di cazzo?). Nonostante la sua superficialità, i suoi insulti (scherzosi) e rifiuti, tra noi la chimica funzionava. E da quella consapevolezza ad un letto il passo fu breve. Già, un passo falso, perché le aspettative sono state deluse. Tutte deluse!<br />
La chimica&#8230;? puff! Il desiderio&#8230;? puff! E&#8217; rimasto solo il ricordo di un ORRIBILE atto sessuale: una bambola gonfiabile o io? che differenza faceva? Ah, no! La bambola non poteva certo morderla, pizzicarla&#8230; si sarebbe bucata.<br />
Mi faceva male con quei suoi modi da film porno, senza un briciolo di “poesia”. Chepoiallafine lui ha raggiunto l&#8217;orgasmo, io no! Ma sorvoliamo su queste “sottigliezze”.<br />
“Al mattino Biancaneve si svegliò e&#8230;” lividi e succhiotti macchiavano la mia pelle, ma la macchia più grande era dentro. Perché quei segni sono andati via, mentre la delusione non poteva essere estirpata con nessuno smacchiatore. E ritrovarlo là, ogni giorno, sul posto di lavoro&#8230; ha aumentato quel senso di&#8230; Evitiamo di dare un nome a cose che un nome non ce l&#8217;hanno.<br />
Sesso Orribile&#8230; sorvoliamo, ma&#8230; c&#8217;è dell&#8217;altro.<br />
Quella stessa notte Lui mi ha confessato di essersi intrattenuto sessualmente con un&#8217;altra collega, senza scendere nel dettaglio, senza specificare.<br />
Oggi in ogni mia collega vedo il riflesso di quella notte deludente, maldestra e fallimentare. Lui? Lo ignoro! Vedi altre soluzioni?<br />
Voglio cambiare lavorooo&#8230;<br />
Ora vado, rischio di non timbrare il cartellino all&#8217;ora esatta.</p>
<p>Una lettrice</p>
<p>Carissima lettrice,<br />
sono così impotente dinanzi a queste prove che la vita può riservarci. Cambiare lavoro? E poi? Cercare? E se non fosse sinonimo di trovare? (Non è così facile. Almeno di questi tempi.)<br />
Chepoiallafine io me lo terrei ben stretto quel lavoro, con tutti i suoi pro e contro. Mai spingersi oltre con un collega. Mai sovrapporre la vita privata con l&#8217;attività professionale. E mai fare sbilanciarsi in confessioni non richieste (questo è un consiglio per l&#8217;ignaro partner dell&#8217;avventura che mi hai raccontato).<br />
Per tutto il resto? Ogni esperienza fortifica, rinvigorisce. E poi fa curriculum. E, si sa, non tutto è sempre o bianco o nero: ci sono infinite sfumature di grigio, alcune davvero molto carine. Ops&#8230; forse questo è il caso in cui il nero si un po&#8217; sbiadito (tutta colpa di un pessimo lavaggio). Non buttarti giù: quante avventure ti riserverà la vita! Non sottovalutare il supermercato, le esposizioni d&#8217;arte e i pub affollati la domenica pomeriggio per le partite di calcio: si possono fare incontri fruttuosi o soltanto&#8230; scroccare drink!<br />
Lui? Sì, ignorarlo è la cosa migliore. Sputtanarlo potrebbe essere un&#8217;idea nel caso lui facesse il tuo nome con la prossima vittima-collega (non si sa mai: tutelarsi non fa mai male).<br />
Ti ringrazio per aver scelto me come tua interlocutrice. Ti ringrazio per avermi concesso questo racconto alquanto privato e per la fiducia che riponi in me.<br />
Ricorda: soltanto il sogno ci dà infinite possibilità! La realtà&#8230; potrebbe essere meno affascinante di quello che vuole farci credere.</p>
<p>[Di]</p>
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