[Di]llo a [Di]

La posta del Quore.

I love u!

Perché la Posta del Quore non può sorvolare su certi “avvenimenti”.
Perché ci sono date che non passano inosservate. Per nessuno!
Ebbene sì: domani è San Valentino, l’occasione in cui si fa il punto della situazione sulla questione dell’amore.
Ah, l’amore! Quella tempesta emotiva che scuote il corpo e la mente, quel coinvolgimento che toglie l’appetito e annulla le coordinate spazio-temporali.
L’amore… Ma non è questione di sesso o di tumtumtum cardiaci. No! Stavolta no!
Si tratta di me e della mia città. Sto parlando di me e di Bologna.
Ci siamo conosciute in questi anni e, nel bene e nel male, ci siamo amate.
Ci sono stati giorni in cui un appuntamento con un partner qualsiasi è stato meno appagante di un semplice giro in città. Sotto i portici, con il sole o mentre piove, lei è sempre stata meravigliosa. Con la neve o con l’afa ci siamo tenute per mano. Non c’era bisogno di parlare: ci siamo sempre capite al volo. Forse abbiamo fatto l’amore o forse no. Tra noi non c’è mai stato bisogno di cercare delle definizioni. Abbiamo avuto degli screzi, ma li abbiamo superati. Odi et amo… va sempre così!

Gli ho detto che nel centro di Bologna non si perde neanche un bambino” cantava Lucio Dalla.

Eppure un giorno ho perso l’orientamento tra le sue vie. Eravamo all’inizio della frequentazione. Ma non ho avuto paura. Lei mi avrebbe fatto ritrovare la strada. Ed è andata proprio così. Silenziosa e deliziosa, ha sempre conservato un posto di riguardo nel mio cuore di pietra.
Il grande amore…
Dicono che nella vita ci sono concessi solo due grandi amori. Considerando il mio background, io dovrei aver esaurito le possibilità, ma… (c’è sempre un ma) non è esattamente così. Venosa è la città in cui sono nata, la città che mi ha visto crescere, ma che non ho scelto. Bologna, invece, è la città che ho selezionato per trascorrerci un pezzo di vita, la città in cui sono felicemente domiciliata. Perché gli amanti si scelgono, non ci capitano mai a caso. Ed io ho scelto lei. Quindi… non ho bisogno di due grandi amori: c’è lei. Solo lei! E mi basta. Questa è la mia dichiarazione d’amore.
Non c’è mai stato il minimo dubbio nella nostra relazione: era in ogni caso amore, amore folle. Ed è amore ancora oggi. E sarà amore domani. Perché ci sono storie che non tramontano, qualsiasi cosa accada. So che non ci lasceremo mai, anche se un giorno sarò altrove. Lei resterà in parte mia. Ed io sarò sua. Ah, Bologna!

Non ci lasceremo mai, anche se muoio e lo sai” cantava ancora Lucio Dalla…

Domani saremo io e lei. Una coppia felice. Una coppia innamorata!
I love u Bologna!

[Di]

Troppo “vicini”

Cara Di,
da cinque mesi mi sono trasferita in un nuovo appartamento(bilocale): la vista è ottima, lo spazio non manca, il riscaldamento è autonomo, la zona è tranquilla, il parcheggio si trova sempre, ma… il mio dirimpettaio è insopportabile. L’ho visto una sola volta in faccia (la sua è veramente una bella faccia… tosta), ma è come se fosse sempre con me: al mattino (tra le 9 e le 11 a.m.) dal muro confinante viene una strana voce cupa e inquietante (mi ricorda molto la colonna sonora della scena delle maschere in Eyes Wide Shut); segue la preparazione e la consumazione del pranzo con corredo di rumori del caso; ore 14 e 30 circa, la voce dei tronisti di Maria e lo zzzzzzzzzzzz della centrifuga della lavatrice non hanno limiti (e confini); ore 16, si comincia con il jazz e si va avanti fino alle 19: un giorno suona il sax, un altro il pianoforte, un altro ancora la tromba o il contrabbasso, e poi ci sono il clarinetto e il flauto a completare il quadro; dalle 20 alle 23 i rumori si fanno meno invadenti, a volte svaniscono e di notte… è un latin lover con il feticcio delle cantanti liriche. Penserai: un tipo interessante. Sicuro! Confermo! Ma tutti i giorni da cinque mesi a questa parte ascoltare i soliti rumori ad orari standard… è alienante. Che faccio? Mi rivolgo a Forum o mi converto alla vita con le cuffie?
Grazie.

SilenziosaLocatrice

Carissima Silenziosa Locatrice,
vivere in un condominio (perché dalla tua descrizione dettagliata dei suoni immagino che l’appartamento che occupi si trovi in un contesto condominiale) prevede anche questo genere di inconvenienti. E poi… siete entrambi (tu e il vicino) troppo casalinghi: lui ha un regime di vita che lo obbliga ad avere poche ore d’aria (alcuni di quegli strumenti non si possono trasportare con facilità), ma tu? Flessibile, paziente… e amante delle cuffie (o dei tappi). Niente Forum! Bastano le chiacchiere di Uomini&Donne. Però, mica male! Ogni giorno ascolti un concerto gratis e… La mattina e la notte forse sono meno interessanti. Già! La notte… con i suoi frammenti da film erotici (o hard?). E in quel caso… valeriana! Tazze e tazzoni di valeriana… magnifico! Chepoiallafine d’inverno sorseggiare una cosa calda prima di andare a dormire è abbastanza piacevole. Per il resto… non so: tutto il resto è noia!

[Di]

25 ORIZZONTALE: SCIENZA!

Si avvicina la giornata dell’orientamento qui all’Università di Bologna: l’11 febbraio in molti si recheranno alla Fiera per documentarsi sulle sorti del proprio futuro. Prevalentemente saranno ragazzi/e di un’età compresa tra i 18 e i 20 che, stanchi di stare seduti dietro banchi di scuola, approfitteranno dell’evento per curiosare nel magma fangoso dell’Università. Tutte le facoltà esibiranno i loro depliant, le loro brochure, con tanto di foto a corredo e slogan. Accanto alle canoniche Medicina, Odontoiatria, Ingegneria, Lettere, Lingue ed Economia… sfileranno le tante facoltà che si avvalgono della denominazione di Scienze o che, più oneste, si definiscono Discipline di. Ebbene sì: anche la tradizionale Giurisprudenza, facoltà che ha inaugurato la nascita di questo antichissimo Ateneo, oggi potrebbe essere confusa con le Scienze giuridiche.
Ma non è la sola: la maggior parte delle facoltà che prevedono un corso di laurea triennale (ma non solo!) è Scienza di qualcosa. Scienze politiche, Scienze biologiche, Scienze della comunicazione, Scienze della formazione, Scienze dell’educazione, Scienze biologiche, Scienze infermieristiche, Scienze motorie, Scienze storiche, Scienze naturali, Scienze geografiche, Scienze motorie e Scienze di Internet, tanto per citarne alcune.
Insomma gente, da oggi tutte le matricole (ed anche chi matricola non è più) potrà definirsi un giorno uno Scienziato. E, per i poteri che il Magnifico Rettore cede, limitatamente alla durata di una seduta di laurea, al presidente di Commissione, si sentirà anche chiamare Dottore. Dottore, sì… dottore! In una società che ci vuole tutti cervelloni, ma rigorosamente disoccupati… eWiva l’Italia!
E la geografia sarà presto solo competenza del navigatore satellitare o, per chi è curioso e non ancora in età da patente, di Google Maps. Chepoiallafine si nasce tutti un po’ scienziati (e filosofi)! E il futuro è come un cruciverba le cui soluzioni saranno disponibili soltanto la settimana successiva, e la successiva alla successiva, e la successiva alla successiva della successiva…

[Di]

The dark side of human being

Cara Di,
sono una ragazza dark. Sì, dark (ci tengo a precisare). Dark e non emo, come dice, orma,i il volgo. Almeno… io non sono emo. Dark! Facile. Ecco!
Indosso solo abiti neri, biancheria nera, scarpe nere. Ho i capelli neri, lisci e lunghi (tutto artificiale, logico! Ma si capisce che per certe cose si deve alterare la natura). Il pc nero, lo smalto nero, le lenzuola nere, il diario nero, le penne con l’inchiostro nero, l’umore nero (per una questione di abbinamento, chiaro!).
Ho un problema. Nella mia scuola c’è un ragazzo che mi piace e pare che anche lui nutra un certo interesse per me. Ti chiederai dov’è il problema. C’è, c’è, fidati! Lui è biondo e indossa sempre maglie chiare (e appena arriva la stagione calda sembra quasi un gelataio). Non posso permettermi un fidanzato simile. Nooo! Sarebbe una mancanza di coerenza. Eppure… Che fare? Help me!

NeraVera

Clapclapclap.
Scusami per questo incipit (un po’ sarcastico forse), ma… non ho saputo fare di meglio. Sorry!
Mi sento così impotente. Sai, alla tua età sognavo il principe azzurro (vedevo I Puffi e non mi stiravo i capelli). Emodark… immagino che la differenza sia enorme. Tu, infatti, non hai menzionato un particolare genere di musica. La tua lettera si sofferma soltanto su una questione di stile. Pertanto, non mi pare che il problema sia irrisolvibile (perché, se fosse stato un problema di musica, sarebbe stato impossibile).
Allora… cara NeraVera…
Come fare? Bella domanda. Dunque…
Ma è facile.
Lo Yn e lo Yang. Come il giorno che si trasforma nella notte e la notte che sfocia nel giorno. Nessuna incoerenza. Insieme sareste le due metà di un intero: tu saresti la parte all’ombra e lui quella soleggiata. Chepoiallafine si è sempre attratti dal diverso da sé. Tentar non nuoce. Che ne pensi? E magari lui ascolta musica metal e tu ti rifai il make up con Tiziano Ferro in sottofondo (non è per offenderti, figurati! Ma anche Tiziano Ferro, dall’alto del suo universo melodico, ha “prestato” la voce per una canzone dei Linea 77).
Come vedi, mai dire mai! E, ripeto, non si tratta di incoerenza.
Experimenta. Rincorri il sole, che la notte prima o poi finisce.

[Di]

Yn e Yang

Reality

Cara Di,
ti scrivo per porti una domanda per certi versi strana, forse convenzionale, di sicuro non banale.
Quest’estate ho fatto il provino per il Grande Fratello. E… io ero carico, rilassato, stragasato, ma… non mi hanno chiamato. Sogno infranto.
Da quel momento, però, ho iniziato ad interrogarmi sulla natura dei reality TV. Ma… sono ancora fermo lì, all’interrogazione. A cosa servono? Quando nasce in Italia questo fenomeno? E’ cambiato negli anni?
Grazie.

ScorpioneVagabondo

Caro… (ma perché questo pessimo nickname? sei stato influenzato da Paolo Fox? va be’…),
cosa non si fa per il vil denaro!
Il Grande Fratello… ma c’è dell’altro. Basta fare zapping per avere un’idea. Se hai una bella presenza, se hai uno spiccato gusto per gli abiti kitch, se al mattino la prima cosa che fai è caricare il tuo ego guardando la tua faccia assonnata riflessa nello specchio… hai ancora una chance: partecipare al provino per Uomini&Donne. Tentar non nuoce.
Fatta questa premessa… dunque, il reality… in Italia la prima diretta televisiva continuativa si è avuta per un fatto di cronaca: 1981, 18 ore, a reti RAI unificate.
La speranza di tutti era di assistere ad un lieto fine, ma la storia è andata diversamente. Non era un gioco, non c’era un copione: era la vita vera. Era l’informazione che passava per il canale televisivo e filmava, minuto per minuto, l’accaduto.
Sempre negli anni ’80 sono nati alcuni format come Un giorno in pretura e Chi l’ha visto? che avevano prevalentemente uno scopo informativo. Negli anni ’90 le cose sono cambiate: Stranamore con Castagna e Carramba! con la Carrà hanno portato sullo schermo un tipo di reality senza negatività (o quasi), del tipo Viva l’Italia!, vogliamocibene… Dall’informazione si è passati alla fiction che si spaccia per realtà: la storia basta a sé sola, la veridicità non conta più. E da qui si giunge al Grande Fratello e ai “documentari” targati Maria.
La cosa più assurda è che esiste un programma che si chiama La vita in diretta il cui obiettivo è quello di far vedere le case e di registrare le gravidanze o le feste dei cosiddetti VIP. Chepoiallafine reality, oggi, è anche andare a fare a la spesa in un qualsiasi supermercato dotato di telecamere a circuito chiuso oppure prelevare del denaro contante allo sportello bancomat. Ma questa è un’altra storia.

Come vedi, caro… ScorpioneVagabondo, le cose cambiano rapidamente e, chissà!, domani potrei accendere la TV e vederti sul trono. Ah, mi raccomando, non dimenticare di salutarmi con la manina. (E ricorda di dare un grosso bacio a Tina da parte mia.)

[Di]

Fumar mata?

Questa storia risale ad un paio di anni fa. Erano le 2 di notte più o meno e facevo la fila davanti al distributore delle sigarette (non era stata ancora scoperta la funzione della tessera sanitaria). Davanti c’era un ragazzo di 20 anni circa, un po’ bevuto e dall’aria soddisfatta. Mentre inseriva le monete nella fessura, mi raccontò questa storia…

Premessa: qui a Bologna tutti fumano: davanti alle facoltà, alle feste, fuori dai locali, sui balconi della periferia e dietro i vetri delle finestre del centro storico… Tutti fumano, ma nessuno compra sigarette. L’accendino pare già un oggetto fuori commercio, quasi raro, introvabile nelle tasche dei passeggiatori delle vie di questa città.

Dunque, al mattino, il ragazzo in questione si prepara in gran fretta per essere a lezione alle 9 in punto (orario proibitivo) e, non appena varcato l’uscio di casa, arrivano le prime richieste.
“Scusa, hai mica una sigaretta?”
Mentire sarebbe prematuro, come anche irritarsi. La giornata non è ancora iniziata e allora… “Sì.”
“Hai da accendere?” Le richieste non si placano, ma che sarà mai? Il mattino ha l’oro in bocca. “Certo!”
Il nostro amico X (tanto per dare delle coordinate al nostro discorso) continua il suo percorso immerso nel freddo di primo mattino, con le sue belle cuffie, perdendosi tra le note dei Sigur Ros, quando si vede braccato da due splendide fanciulle che lo invitano ad arrestare la sua corsa. Togli le cuffie, presta ascolto alle visioni del mattino e… “Certo, una sigaretta. Prego.”, porgendo loro il pacchetto stropicciato.
“Hai da accendere?” “Ma certo.” Come negare qualcosa a figure così ben fatte? Dopo le sue 4 ore di lezione, si accende una sigaretta senza curarsi dei passanti, immerso nel flusso dei suoi nobili pensieri. Un gentile punkabbestia gli chiede una sigaretta (logico!) e il nostro amico non resiste: nuovo slancio di gentilezza. “Sì.”
Va a prendere un caffè e, davanti al bar, incontra un amico che gli scrocca un paio di sigarette (ed anche un caffè naturalmente). Ritorna nei pressi della facoltà e… un altro punkabbestia, questa volta con cane (la zona universitaria di Bologna è prevalentemente popolata da individui siffatti), si fa avanti chiedendo una sigaretta, sicchè il nostro caro X, stanco di porgere sempre l’altra guancia, risponde: “No!” Piovono insulti su di lui, ma, finalmente si sente soddisfatto. È riuscito a preservare il suo “patrimonio”. Pochi passi più avanti una ragazza dalle gambe stralunghe e i capelli rosso magenta gli chiede una sigaretta e lui, gentilmente, prende il pacchetto finito della sera avanti dalla tasca del cappotto e, fingendo innocenza e disattenzione: “Oh, credo di averle finite. Correrò a comprarle. Mi dispiace.” “Non ti preoccupare. Grazie lo stesso.” Gli sorride come nessuno aveva fatto fino ad ora. Gli sorride e… lo invita ad una festa per quella stessa sera. “Porta chi vuoi. Ci vediamo.” Stavolta X è stato divino. Ora sì che può recarsi a studiare in biblioteca con l’anima in pace e qualche sigaretta in più. E con un appuntamento per la serata.
In questa giungla di scrocconi c’è sempre una piacevole sorpresa che riscalda la giornata.
Tutto sta nel cominciare a dire di no: la primavera non tarderà ad arrivare. Ci sono volte in cui la generosità negata viene premiata dagli abitanti dell’Olimpo.
E poi… e poi… “Ciao.” E’ andato via.

Chissà! Forse oggi ha smesso di fumare.

[Di]

CI SONO COSE CHE VOI UMANI…

Cara Di,
sono una ragazza di 16 anni. L’amica di un’amica di una mia amica ha detto che avere rapporti sessuali durante le mestruazioni azzera il rischio di restare incinta. Io preferirei evitare in quel periodo, sai… sono un po’… come dire? out! Ma il mio boyfriend non vuole sentire ragioni e insiste affinché l’accoppiamento non venga mai meno. Io lo amo e poi, se c’è l’eventualità di evitare gravidanze indesiderate, posso adattarmi. Il problema è che ultimamente ho iniziato ad usare gli assorbenti interni, quindi mi chiedevo se posso farlo anche così. Grazie.

BilancinaInnamorata

Carissima Bilancina,
la tua letterina ha un sapore particolare: dopo un’attenta rilettura, non sono riuscita a ritrovare l’innocenza ingenua e gratuita della 16enne che si è rivolta a me.
E il tuo ragazzo… pessimo!
E l’amica dell’amica della tua amica… dotta!
E tu… furba! Certo, perché non approfittare del tampone per aumentare lo spessore? Un nuovo orizzonte mi si dipana innanzi. Grazie! E poi… a che serve un vibratore se hai un assorbente interno che, inoltre, da solo, può creare una scenografia splatter? (Applausi! Sei sicura di avere 16 anni? Che donna!)
Ma attenta: non credo che il rischio di farsi fecondare diminuisca. Azzerarsi poi… no!
Chepoiallafine il preservativo è una magnifica invenzione e sono altri millimetri da aggiungere al tutto. Mica male! Pensaci!

[Di]

Domani sposa

Cara Di,
ho 15 anni e un fidanzato da un mese. Sì, ma un fidanzato che dice di essere innamorato di me da sempre. Quasi tutte le sere discutiamo perché lui vuole avere un rapporto sessuale. Perché – dice – per amarsi davvero bisogna conoscersi fino in fondo. Io sono confusa. E ora ho un problema: lui mi ha dato un ultimatum: entro il mese di gennaio devo dargliela, altrimenti mi lascia, nonostante il grande amore che lo lega a me (sempre parole sue). Anche io lo amo, ma non so se sono pronta. E, se perdo la verginità, non potrò più indossare l’abito bianco il giorno del mio matrimonio. Che faccio ora? “Dentro” o fuori? Aiutami! Sono disperata.

Biondina94

Cara Biondina94,
mi dispiace per questo tuo turbamento. Mi dispiace che tu abbia un ragazzo tanto innamorato di te da metterti di fronte ad un ultimatum. Mi dispiace per l’inflazionamento del termine “amore”. E mi dispiace soprattutto di aver ricevuto la tua lettera. Eppure lo devo ammettere: tua madre, la tua catechista o chiunque ti abbia illuminato è un mito!
Hai 15 anni, forse è il caso di conoscere meglio il tuo partner. Magari lasciate passare più tempo, parlate meno di determinati argomenti e baciatevi di più. Sì, perché devi ricordare che il bacio è l’apostrofo rosa tra le parole “ti amo” (Cyrano docet).
Ma c’è una cosa che vorrei sottoporre alla tua attenzione.
Se il tuo problema è che, perdendo la verginità, dovrai rinunciare ad indossare l’abito bianco il giorno del tuo matrimonio, be’, non ti preoccupare. Non è il colore che fa il monaco. In fondo ci sono suore sempre vestite di nero. Ebbene, quale sarà stata la loro colpa?
Vuoi guadagnarti la certezza che il tuo fidanzato è la persona giusta? Mettilo anche tu davanti ad un ultimatum. Fatti regalare un anello con brillante in cambio di una notte d’amore, altrimenti… zac! Storia finita (e tanta sofferenza per il fanciullo innamorato). Chepoiallafine se perdi la verginità, hai comunque guadagnato un marito. (Spero che tu non sia bionda naturale, perché non si è mai visto che un uomo ne sposi una.)

[Di]