Odio il Lunedì.

Ho avuto una giornata pesante. L’industria ha consegnato alla logistica dei capi che servono al commerciale per il giorno x ma il puzzle non é riuscito e i capi non si trovano. In questi casi l’unico modo per incastrare le tessere é a testate. L’ho fatto. Nel frattempo comunque faccio il mio lavoro, e per fortuna, l’orologio mosso a pietà scocca l’ora del rompete le righe. Finalmente.
Non ho voglia di mangiare cinese, quella non l’ho mai avuta, ma oggi mi andrebbe bene anche un McDonalds.
La lotteria dei taxi mi dice male, 2 taxi 2 non mi caricano perché il mio hotel non é nel posto in cui loro vogliono andare loro. Pazienza.
Cerco di mantenere la calma:
- e le cose qui funzionano cosi
- e sei tu che devi fare un passo verso di loro
- e bla bla bla
Insomma il solito mantra che mi ripeto ogni volta che mi trovo in situazioni come queste. Cammino ed impreco ma neanche tanto, comunque rimango concentrato.
Risolvere il problema della cena e tornare in hotel sono gli obbiettivi primari, mantengo il focus sui target, il resto mi sembra solo un inutile spreco di risorse. Continuo a camminare e improvvisamente davanti a me un insegna: BAR.
Sono a Kunming: Cina. Non Shanghai o Beijing.
Mi butto dentro e, sorpresa, é un vero bar. Non ci posso credere manca un ora alla fine dell’happy hours: una birra circa 2 euro, che per essere fuori dai confini della Basilicata é un prezzo di tutto rispetto. Inoltre sullo schermo gira un vecchio concerto degli AC/DC*
E’ tutto troppo bello per essere vero, qualcosa non torna e con questo terribile sospetto mi metto comodo al bancone e ordino una birra: E’ ghiacciata e se fossi all’interno dei confini lucani direi che é proprio chiatrata. Chiatrata come piace a noi*.
Sospetti fugati, prova del nove superata brillantemente per cui in un nano secondo mi riconcilio con il mondo: la felicità é li dove meno te l’aspetti. Certo ci fossero pure delle ragazze allora forse parleremmo di Eden, peró insomma, sono programmato per non lamentarmi mai e quindi mi sta bene cosi.

Una birra.

Solo una cosa potrebbe turbare l’idillio in cui mi trovo.

- ma va, ma sei scemo? Di Lunedì?

Non faccio in tempo ad ordinare la seconda birra che il peggiore dei miei incubi si materializza. Allora mi alzo, prendo la borsa e pago il conto. Mi incammino verso l’hotel, mi costringerei a non pensare a nulla, se solo uno stupido riflesso condizionato mi fa continuare sottovoce, quasi bisbigliando il solito mantra:
- qui le cose funzionano cosi
- sei tu che devi fare un passo verso di loro

Dimenticavo:
Charlie Bar Kunming.
Lunedì Karaoke.
Tutti i più grandi successi cinesi degli ultimi vent’anni.

Tremate Jazirat sta tornando ! #2

Ho ricevuto un’altra mail da Jazirat, altra foto allegata, stessa dedica.

A volte ci capita di pubblicare cose di cui ci vergognamo in seguito.
Non è il caso di Jazirat, lui non conosce vergogna.

Oggi nasce una nuova rubrica, Niente resterà impunito (cit.).
Post come questo, finiranno anche lì.

Domenica*

Sorrido pensando che in questo periodo della mia vita non ho proprio un giorno mio, forse alcune ore del venerdì le sento proprio mie, quelle che iniziano con la fine del lavoro e finiscono nel momento in cui mi metto a letto.
Ma c’é stato un momento della mia vita in cui sicuramente la domenica era il mio giorno. Forse è coinciso con il giorno della mia nascita, sono nato di domenica, ed é durato per tutta la fanciullezza.

La domenica:
- Si, la domenica puoi mettere le scarpe della domenica.
- Se finisci la pasta puoi mangiare i dolci che ha comprato papà.
- Se fai il bravo andiamo al cinema.

Era bella la domenica una vita fa.

Ps crescendo sono passato al sabato, diciamo che il sabato è stato il giorno della mia giovinezza, il venerdì quello dell’eta in cui vivo adesso.
Immagino che con il passare del tempo cambieró ancora il mio giorno.
Pps parlare o scrivere della domenica non é proprio un esercizio nuovo:

- Easy like a Sunday morning – Lionel Ritchie
- Sunday bloody Sunday – U2
- Sunday – David Bowie
- Everyday is like a Sunday – Morrissey

Magari il direttore del blog potrebbe fare dei sondaggi:

1) Che giorno della settimana sei.
2) Canzoni che hanno all’interno giorni della Settimana
3) Ti tocchi?

Makkox a Qstar.

Accusì te ne vaie.

E’ arrivato il momento di pagare il conto di questi anni di festa e visto che il conto é espresso in numeri, affidiamo la riscossione ad uno che di numeri se ne intende, Mario Monti. Ma il governo tecnico per definizione é un governo tecnico e farà il proprio lavoro applicando la tecnica di cui é capace e di cui si fregia: Per cui se un italiano di media mangia un pollo al giorno, su quella media verrà contata la parte di quel pollo che ognuno di noi dovrà apparecchiare sulla tavola dello stato. Praticamente continuare a prenderlo in culo ma questa volta a spingere é Rocco Siffredi.
Eh si, perché di questo stiamo parlando e questo dovrebbe bastare per fare scendere in piazza migliaia di Indignados in salsa italiana, ma qui da noi il più indignados, se va bene ha fatto solo il ’68, forse a parole, e quando scende in piazza é solo per svuotare il catetere o sfasciare qualche vetrina.
Invece noi siamo pronti a salutare il governo tecnico come una liberazione, e purché B. se ne vada, a pagare di tasca nostra. Ed é quello che ci faranno fare. Si perché pare, che io e Flavio Briatore, Rocco Paloscia ed Emma Margegaglia, l’artista di strada Sciupafemmine e Massimo Boldi, tutti insieme dicevo, siamo vissuti al di sopra delle nostre possibilità: me cojoni, e cosi gli stage non retribuiti e la vacanza a Courmayer, i contratti da co.co.pro nei call center e il tener lo yacht parcheggiato a Porto Cervo fanno di media un pollo a testa. Con la matematica non si scherza.

E’ la politica dirai tu?
Eh..é la politica?

Tutti in fila indiana dietro la colonna zitti e mosca, che il momento non é quello buono: esporsi ora significa prendere delle decisioni, fare delle scelte, che ne so, del tipo ragionare seriamente sulla redistribuzione della ricchezza?
Che il punto mi sembra sia proprio quello, se siamo in 2 e se sti benedetti polli sono 2 ma sono entrambi nelle tue mani, sempre a causa della media di cui sopra, facciamo che li metti tutti e due tu, che mi sembra sia pure cattolico e cristiano come tipo di ragionamento.

Si va bé, adesso ti metti pure a fare il comunista che il Muro é crollato e l’ideologie non esistono più, ed hai ragione dico io.
E che facciamo?
Niente, ci trasformiamo o ci siamo già trasformati da elettori a consumatori.
Perché, ragazzi non si scherza, é questo quello che siamo, consumatori.
Non si spiega altrimenti questo proliferare di personaggi che quotidiamente si affollano in TV.
Si vendono quotidianamente, e quotidiamente ti martellano come lo spot dello yoghurt che ti fa cagare, ma solo se lo prendi per quindici giorni di fila. Si perchè in questo mondo, in questa Italia, nel 2011 anche la merda ha pretese da Star di Hollywood, e se fai una vita sregolata o non fai abbastanza moto poi si vendica e ti rimane tutta nell’intestino. Ma almeno lo yoghurt, ammesso che funzioni e che quella sia la tua necessità più impellente, ti fa espellere.
Questi invece no, dall’ano risalgono piuttosto che venire eliminati, ed é proprio questa disfunzione metabolica, questa assorbire piuttosto che evacuare che dovrebbe farci rizzare le antenne ed andare dal dottore. E invece rassegnati ce ne stiamo a casa pensando che, tutto sommato, avere gli anticorpi rappresenti il miglior rimedio contro la malattia. Ed intanto in tutto questo marasma di merda e governi tecnici, la stella che brilla é quella di Renzi. Uno che, se fosse stato mio compagno di scuola alle superiori sarebbe stato sepolto sotto il peso di tonnelate di loffe, roba da cambiargli la sequenza del DNA. E invece no, lui parla di rottamazione e di giovani, facendo finta di non sapere che i giovani quando sono buoni, sono della categoria di Zuckerberg o di Bill Gates, gente di un altro livello, gente che é diventata ricca cambiando le abitudini della gente e non certo pensando di arricchirsi alla ruota della fortuna. Pensate solo a questo, quando vi parla di idee nuove: la sua l’ha presa in prestito ma Mike Bongiorno.

E che mi sono pure rotto di ascoltare il solito refrain, che gli italiani si compattano nelle emergenze, non me ne può fregar di meno, non voglio essere compattato quando le cose vanno male e fare finta che è tutto OK quando le cose vanno bene insomma, sono esausto, ho scritto di getto, vorrei uscirmene con un finale ad effetto, ma tutto questo ragionamento articoltato mi ha tolto la voglia di scherzare.

Berlusconi é andato, speriamo bene.

Tremate, Jazirat sta tornando !

Mi ha scritto e mi ha detto : “ora che berlusca sta per lasciare, potrei anche tornare”.

In allegato mi ha mandato questa foto e mi ha detto di dedicarla ad un suo amico.

Amor che nulla amato, amor perdona.

Mi trovo a Pechino ed ho appena avuto notizia delle sentenze. Moggi é stato condannato, ed al di la dei distinguo non ci aspettano giorni facili.

Comunque.

Dentro di me mi sono sempre ripetuto che avrei accettato il risultato del campo, scusate volevo dire la sentenza del tribunale, e come é facilmente immaginabile fa male.
Ma tutto sommato questi, dal 2006 in poi sono stati anni belli e proficui.
Si perché in questi anni, i peggiori della nostra storia, molti, tanti, forse milioni di juventini come me sono stati vicino ad una squadra in agonia che si trascinava da un Blanc ad un Cobolli Gigli, da un Secco ad un Ranieri, da un Boumsong ad un Poulsen, attaccata da molti, vituperata da tanti, odiata da tutti.
Abbiamo fatto quello che ci si aspetta i tifosi facciano, ci siamo chiusi a quadrato, le abbiamo fatto scudo, ci siamo presi cura della malata, ed infine abbiamo cercato di rimetterla in piedi. Noi abbiamo supportato l’oggetto della nostra passione,  abbiamo preteso rispetto,  abbiamo fatto sentire la nostra voce, il nostro calore e la nostra passione ed infine abbiamo chiesto indietro la nostra Juve, quella Juve che era al vertice ieri come lo é adesso, oggi, in questo campionato.

Supporters, appunto.

Ieri non é stato condannato solo Moggi, siamo stati condannati tutti noi.
Ne prendo atto e mi ritiro a scontare la pena.

Non mi dimetto da juventino e non smetto di guardare il calcio.
Come la mia Juventus, torno ad allenarmi in silenzio per essere più forte di prima.

Ci vediamo sul campo.

Ps ringrazio di cuore i 3 siti che hanno accompagnato la mia passione in questi anni alla ricerca della verità e di un posto dove rifurgiarsi mentre fuori impazzava la bufera:

www.uccellinodidelpiero.it
www.ju29ro.com
www.giulemanidallajuve.it

Grazie.

8 Novembre 2036 (maya permettendo).

A – Chepoiallafine, sono solo venticinque anni ma sembra una vita !
B -  Cazzo ! Ma ti ricordi ? Che giornata surreale…

A – Mi ricordo bene, mia madre mi chiamò e mi disse : – “dove sei ? Alle otto Berlusconi fa il discorso alla nazione a reti unificate” - ; corro a casa, acchiappo una Peroni dal frigo, e mi butto sul divano !
B – Ma sicuro che c’era ancora la Peroni ? Secondo me il 2011 già non la facevano più !

A – Sicuro, come sono sicuro che oggi l’Italia è la terza potenza al mondo.
B – Boh sarà che hai ragione tu, forse la facevano ancora.

A – Chepoiallafine Berlusconi non era mai banale, uscì così come entrò. Io la “discesa in campo” non me la ricordo, era il 1994, però “il ritorno nelle mie stanze” fu secondo me, un eccezionale colpo di teatro.
Alla fine mi ricordo che quasi mi convinse: “…e mi si consenta un’ultima cosa, un uomo dalla mia esperienza certe cose le capisce prima degli altri; la bramosità di un piccolo gruppo di improbabili cialtrieri, sta dando in queste ore il definitivo colpo di grazia alla nostra nazione. Le conseguenze di questa sciagurata azione saranno indelebili ed irreparabili per chiunque verrà dopo di me”.
B – Più ci penso e più mi viene da ridere.

A – Chepoiallafine il paradosso è che lo dobbiamo quasi ringraziare. Probabilmente senza di lui tutto sto casino non sarebbe nemmeno successo.
B“Più in basso di così, non si poteva andare” chi era ? Quello là, quel vecchietto, Gazzè !
A – Boh non lo so. Gazzè, Silvestri e Fabi per me erano tutti uguali.

Appetite for destruction 2

"L'uomo è ciò che mangia"

Tutta l’acqua caduta e quella che continua a cadere rende tutte le attività quotidiane più complicate. Solo una forse resta invariata: cucinare.
Sotto un cielo grigio, in una città grigia, con un umore altrettanto grigio e in un’Italia che stenta ad uscire dal grigiore politico ed economico mi è venuto il desiderio di mangiare chiaro, bianco.

Realizzare un’ottima salsa bianca fatta in casa (no conservanti o prodotti che alterano il gusto), sana e genuina, con ingredienti scarsi (non vado a fare la spesa, non adesso) e al tempo stesso selezionati (al supermercato prendo solo roba buona, con l’illusione di conservarmi meglio), che serva ad amalgamare o insaporire quello che verrà preparato successivamente (e di cui qui non farà menzione) non è difficile. Di tempo e voglia non ho camion pieni perciò…

Oggi prepariamo la sauce à la Bèchameil. Di origini francesi (la inventò un certo marchese Louis de Bèchamel) è stata subito presa in ostaggio nelle cucine italiane, naturalmente con le varianti del caso (popolo di innovatori un tempo, oggi… non si sa! The world is waiting for).

Se la ricetta fosse per due persone servirebbero:

50 grammi di farina
Quasi 1/2 litro di latte
50 grammi di burro
Un pizzico di sale
Noce moscata q. b.

Ma così diventerebbe una bomba calorica non indifferente. E va bene lo spirito del bianco, va bene il desiderio di cucinare una salsa, ma tutto quel burro? No, io il burro non lo spalmo nemmeno sulle fette biscottate prima della marmellata. Ci vuole un sostituto e in quantità ridotte.

A Venosa fanno un olio extra vergine di oliva che è come oro liquido, le calorie contenute sono tutte meritate e alla fine fa solo bene. Quindi, per la mia personalissima besciamella, opto per un po’ di olio: basta ungere il fondo del pentolino e si può già procedere con l’aggiunta della farina setacciata.
Mescolare per evitare che si formino grumi e aggiungere poco a poco il latte, continuando a mescolare.

Una volta ottenuto un composto omogeneo aggiungerci un pizzico di sale e farlo cuocere a fuoco lento. Girare di tanto in tanto per evitare la formazione di grumi (è un’ossessione!).

Praticamente nell’arco di massimo 10 minuti si otterrà una crema biancastra. Per solidificare e per liquefare la salsa si possono aggiungere rispettivamente farina e latte. Una volta tolta dal fuoco aggiungere la noce moscata e lasciare raffreddare.

La salsa bianca nella sua versione basica può essere arricchita con del formaggio a scaglie, grattugiato o a cubetti. L’importante è che conservi quel suo colorito pallido.
[E se poi il cuoco fosse un amante estremo dei colori... gli ingredienti da associare sono svariati: con un po' di fantasia la salsa può diventare rosa, verde, gialla e addirittura blu. Come? Fantasia, fantasia...]

Con la besciamella si possono creare tanti piatti più elaborati. Dalle lasagne alla pasta ai 4 formaggi. L’ingrediente di base è sempre la fantasia!

Fuori onda dalle cucine di cuoche con esperienza pluriennale ottenuta sul campo della zona del Vulture Alto Bradano: “Fantasia. E che è? Una cosa che si mangia?”

Faresti pilotare un aereo ad un marinario ?

Kit acchiappa mio voto per le prossime elezioni,
condominiali/comunali/provinciali/regionali/politiche/interplanetarie:

Nr 1 sfondo nero
Nr 1 telecamera fissa
Nr 1 studente di economia, possibilmente bravo
Nr 1 espressione facciale ne troppo saccente ne troppo ‘ricordati che devi morire’
Nr 1 spiegazione su:

- FMI
- BCE
- Spread
- Default
- Titoli di Stato
- Cosa significa la parola Crisi in italiano

Almeno cosi capiamo di cosa stiamo parlando, altrimenti continuo ad aprire il giornale e alla parola ‘crisi’ mi viene in mente Bugo.
E poi subito dopo Quelo.

Pippo Franco non poteva.

Domenico Scilipoti e Clemente Mastella insieme Sabato 19 Novembre alla Sala del Trono a Venosa. Allertato Padre Angelo e il suo staff*.

Appetite for destruction

"L'uomo è ciò che mangia."

Il cioccolato è un alimento che favorisce il buon umore poiché contiene alcune sostanze psicoattive.
Lo si può assumere in caso di stati di ansia o depressione per trarre un certo beneficio psichico. Inoltre, aumenta la capacità di concentrazione e attiva la produzione di serotonina. Mangiare cioccolato è un po’ come sentirsi innamorati.
Il segreto per non disperarsi dopo una botta di felicità indotta dall’assunzione dell’alimento sta nelle quantità: insomma, non esagerare!
Tutto si può assaggiare, prestando naturalmente attenzione agli ingredienti da boicottare a causa di allergie e intolleranze. E per una corretta ed equilibrata alimentazione è bene non privarsi di nulla.
Oggi prepariamo… il salame di cioccolato!

PLAY

Ingredienti:
250 grammi di biscotti secchi, non troppo calorici (gli Oro Saiwa, quelli da latte, sono eccezionali)
100 grammi di burro (ma fresco)
150 grammi di cioccolato fondente (possibilmente di qualità)
50 grammi di zucchero (bianco)
1 cucchiaio di Rum (uno solo, non ci dobbiamo sballare)
1 uovo (direttamente dal deretano della gallina)

Preparazione:
Procedere con lo sbriciolamento dei biscotti in un contenitore capiente. I polpastrelli potrebbero diventare dolenti e subire un arrossamento in seguito a questa delicata operazione, ma è un sacrificio che ci può stare se il fine è il piacere dei sensi (c’è qualche masochista?).
Sciogliere i 150 grammi di cioccolato fondente a bagnomaria e lasciare freddare. Allo stesso modo sciogliere il burro e poi lavorarlo aggiungendoci lo zucchero, l’uovo, il cioccolato precedentemente sciolto e il Rum.
Amalgamare bene il composto, poi versarlo nel contenitore dei biscotti e unire il tutto finché non si ottiene un impasto omogeneo.
Predisporre un foglio di carta da forno e versarci sopra il potenziale salame. Lavorare con le mani facendo pressione per ottenere la caratteristica forma cilindrica. Una volta definita la forma, avvolgere con la carta stagnola e inserire il salame in freezer.
Lasciare indurire per un paio d’ore (senza spiare nel congelatore continuamente, che tanto non ha senso).
Trascorse le due ore, estrarre dal freezer il salame e tagliarlo a fette. Quindi servirlo in tavola.
Successo assicurato!

P.S. Nel caso dovesse avanzare qualcosa (non si sa mai…), conservare il dolce in frigorifero. Non si è mai vista una cosa scongelata che viene ri-congelata.

Dillo a Di:
Qual è la tua ricetta per il salame di cioccolato?

A mali estremi, estremi rimedi.

Sono ormai settimane che Jazirat non si palesa da queste parti. Cosa sara successo ? Sarà impegnato nella raccolta delle olive in Qatar oppure lo hanno arrestato perchè ci provava con la figlia dell’emiro. Può darsi anche che nel frattempo sia diventato amico intimo di Cannavaro e Maradona e che insieme scorazzino maldestri per Dubai. Ma anche il rischio che si debba ancora riprendere dala visione del video di Belen è forte. Voi che dite ? Votate il sondaggione a destra, aiutateci a ritrovare Jazirat !

The social network, i disegni di Altamira ed io, ovvero quando la storia non tiene conto degli uomini.

Cap. 1 L’homo sapiens

Bevendo un caffé seduto da Starbucks ripensavo all’umanità che ci ha preceduto: indietro nel tempo fino all’uomo preistorico.
Chissà come vivevano é una domanda retorica. Oggi sappiamo quasi tutto sulle loro abitudini. Ci sono tracce, testimonianze. Come, ad esempio i disegni nelle grotte di Altamira: scene di caccia. É facile intuire che ai quei tempi procurarsi il cibo era la priorità.
Che tempi allora, l’uomo e la natura: vinca il più forte.
Che nostalgia.
Dicevamo dei disegni: un uomo della preistoria, con la tecnologia che aveva a disposizione, ci ha consegnato un frammento della sua vita.
E da quel momento la vita sul pianeta non sarà più la stessa: soddisfatto il bisogno primario, mangiare, quell’uomo consegna all’umanità una cosa nuova: il tempo libero ed il suo impiego. Magari con quei disegni tentava di impressionare la donna preistorica che a lui non l’ammollava. La competizione tra maschi Alpha era agguerrita?

Cap. 2 I nativi digitali

Ieri sera ho rivisto in TV ‘The Social Network’ il film biografia di Mark Zuckerberg. L’epopea di una intuizione, della tecnologia a disposizione, ed il successo dell’applicazione che ha generato questa idea con quella tecnologia.
Insomma Facebook.
Dal film emerge che il motore che ha azionato tutta la macchina facebookiana, sia stato un 2 di picche. Entreró in merito solo un secondo sulla vicenda: lui la sua chance se l’é giocata di merda. Sei al bar con
lei, lei é ben disposta, inoltre beve birra insomma un rigore a porta vuota e lui lo sbaglia.
Voi direte che é per questo che io non sono Zuckerberg. E vi sbagliate, ve lo spiegheró nel prossimo capitolo.
Comunque meno male che la tipa non l’ammolla altrimenti oggi avremmo un ‘pecchista’ in più e un FB in meno.
E un carro di buoi parcheggiato sotto casa Zuckerberg.
Da quel momento, cioé dalla nascita di FB, l’umanità non sarà più la stessa: il proprio tempo, la propria vita condivisa e vissuta in tempo reale.

Cap. 3  FB l’ho inventato io.

Quando andavo al liceo noi avevamo già il nostro social network: la parete del cesso della scuola. Sulla parete di quel cesso lasciavamo gli aggiornamenti in tempo reale, se trovavamo la scritta  ’A. é una troia‘, significava che A aveva mollato F e che quindi aggiornava il suo stato da fidanzato a single.
Se leggevamo la scritta ‘ D. Sei un ricchione‘ significava che l’ora prima qualcuno aveva preso 3 in geografia.
Se infine c’era qualche riferimento alla madre di qualcuno il messaggio era chiaro ed inequivocabile: il tizio X aveva infastidito la fidanzata di Y.
Poi c’erano i messaggi di servizio, quelle sulle specialità che alcune ragazze offrivano ai fortunati a cui andavano a genio.
Ma l’aggiornamento di stato più importante, quello più seguito ed infine quello che teneva aggiornata la statistica sui maschi etero del liceo era:

A chi piace la figa tiri una riga

Mo dico io é colpa mia se Zuckerberg ha solo avuto una tecnologia più sofisticata? E’ colpa mia se io sono nato a cavallo tra l’uomo che ha fatto i disegni ad Altamira e l’uomo che ha inventato FB.
Noi in Basilicata, fine anni 80 inizio 90, avevamo la stessa tecnologia dell’uomo di Altamira e l’abbiamo spinta al massimo fin nel campo dei social network.
Purtroppo non avevamo la tecnologia giusta. Cosi io sono rimasto un pirla e Zuckerberg ora fa il figo.
E l’umanità é rimasta tale e quale.

Renzi che avanzi !

Ieri la lezione era particolarmente noiosa, il “dibattito” della sera prima tra Renzi e Cofferati era il tema principale delle mie inutili elucubrazioni mentali.
Renzi non l’ho mai digerito bene, un pò come i “Migliatidd” che mia madre ogni volta che ritorno a Venosa, che sia Agosto o Dicembre poco importa, puntualmente mi prepara, ma questa è un’altra storia e tra l’altro, secondo me, nemmeno mia madre lo sopporta più di tanto.
Ma in fondo mia madre ha quasi sessanti anni, e forse Renzi, il voto di madre nemmeno lo vuole.
Renzi sostiene di parlare ai giovani, alle nuove generazioni, portatore sano di una nuova visione della società, discontinua con il passato modo di governare.

La lezione era noiosa dicevamo, buon motivo per istituire un seggio volante delle Primarie del Centrosinistra.
Candidati : Bersani, Vendola e Renzi. Votanti 7. Età media 22. Livello di istruzione : Laurea di Primo Livello. Provenienza geografica : trasversale.
Cazzo l’elettorato medio di Renzi !
Ed in effetti seppur di misura il giovane Renzi ha vinto.

Risultato : Due Renzi. Vendola e Bersani un voto a testa. Due chi è Renzi ? Un “scusa ma devo leggere prima i programmi”.
Chi ha detto Vendola, ha aggiunto : “perchè è l’unico che dice cose di sinistra”.
Chi ha detto Bersani, ha aggiunto : “Renzi è un coglione, Vendola è sulla buona strada”.
Chi è Renzi? Ah si quello con la faccia simpatica, lo splendidone ! Boh.
Chi ha detto Renzi, la scorsa volta e forse anche la prossima voterà a destra.
Forse appunto, “perchè uno come Renzi… lo voterei comunque !”.

Morale : Renzi, lo splendidone con quella faccia simpatica, dice cose di destra a persone di sinistra, che lo considerano invece un coglione molto più di Vendola che per lo meno dice ancora cose di sinistra.